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Intelligenza artificiale per PMI: dove serve davvero

Dove l'intelligenza artificiale aiuta davvero una PMI, dove non serve, cosa la frena secondo i dati Istat e come scegliere il primo processo da cui partire.

Alessandro Di Lonardo6 min di lettura

In una PMI l'intelligenza artificiale serve davvero dove c'è testo da leggere e lavoro che si ripete: documenti in arrivo, email da smistare, risposte da preparare. Conviene partire da un solo processo, con dati già disponibili e una persona che controlla il risultato, e misurarlo prima di passare al successivo.

Quante PMI usano già l'intelligenza artificiale

Poche, ma il numero raddoppia in fretta. Secondo l'Istat, nel 2025 usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale il 15,7% delle PMI con 10-249 addetti, contro il 7,7% del 2024. Fra le grandi imprese la quota è al 53,1%, e la distanza fra grandi e PMI è salita a 37 punti.

C'è un dato che dice più degli altri. Fra le imprese che dichiarano di usare l'AI, il 33,4% non indica nessun ambito aziendale in cui la usa, e l'83,3% di queste ha fra 10 e 49 addetti. L'Istat lo legge come un «utilizzo ancora iniziale e sperimentale». Tradotto: in molte piccole aziende l'AI si usa, ma non è ancora entrata in un processo preciso.

Il punto quindi non è «usare l'AI», ma decidere in quale lavoro preciso deve entrare e chi ne controlla il risultato.

Dove l'intelligenza artificiale serve davvero

Serve dove si legge, si classifica e si scrive. Lo confermano i dati: fra le imprese che usano l'AI, il 70,8% la impiega per estrarre informazioni da documenti di testo e il 59,1% usa l'AI generativa. Gli ambiti più frequenti sono marketing e vendite (33,1%) e l'organizzazione dei processi amministrativi (25,7%).

In pratica, in una PMI i lavori che si prestano meglio sono questi:

Lavoro di oggiCosa fa l'AICosa resta alla persona
Aprire e leggere a mano i documenti in arrivoLegge il documento ed estrae i dati che servono: tipo, cliente, scadenzaControllare i casi che il sistema segnala come dubbi
Smistare le email una per unaClassifica le richieste e capisce quanto sono urgentiDecidere le priorità vere
Riscrivere ogni volta la stessa rispostaPrepara una bozza con i tuoi dati, il tuo listino e il tuo tonoRileggere, correggere, approvare
Cercare una risposta in manuali e procedureUn assistente risponde partendo dai documenti dell'aziendaTenere i documenti aggiornati

Il filo comune: l'AI fa il primo passaggio, quello noioso, e la decisione resta a una persona. Un esempio che abbiamo costruito noi è Evalis Academy, costruita per Evalis ed ESQCERT: un assistente risponde alle domande del corso partendo dai materiali didattici.

Dove non serve, o non ancora

Non serve dove le regole sono già chiare e il risultato deve essere esatto ogni volta. Un calcolo di provvigioni, una scadenza fissa, un report che somma colonne: lì basta un software normale, più prevedibile e più economico da mantenere. Ne parliamo nella pagina sull'automazione dei processi.

Non serve nemmeno quando:

  • il processo cambia ogni volta e nessuno saprebbe descriverlo in una pagina;
  • i volumi sono così bassi che farlo a mano richiede pochi minuti alla settimana;
  • un errore non si può correggere dopo, per esempio un pagamento eseguito in automatico;
  • i dati su cui dovrebbe lavorare non esistono, o sono sparsi in fogli che nessuno aggiorna.

In questi casi conviene prima mettere ordine nel processo. L'AI arriva dopo, se serve ancora.

Cosa frena le PMI, e come si aggira

Il freno principale non è il costo. Fra le imprese che hanno preso in considerazione l'AI senza adottarla, l'Istat registra questi ostacoli:

Ostacolo indicatoQuotaCome si affronta in pratica
Mancanza di competenze58,6%Partire da un processo stretto, dove chi lavora già sa giudicare se il risultato è giusto
Poca chiarezza delle norme47,3%Scrivere prima le regole d'uso: quali dati entrano, chi controlla, cosa resta escluso
Dati non disponibili o di scarsa qualità45,2%Verificare quali dati ci sono davvero prima di scegliere il processo, non dopo
Privacy e protezione dei dati43,2%Decidere dove stanno i dati e chi li vede, e metterlo per iscritto
Costi elevati43,0%Misurare un processo alla volta, così il costo si confronta con un risultato concreto

Tre ostacoli su cinque (competenze, norme, dati) si riducono con un lavoro che viene prima del software: capire il processo, scrivere le regole, controllare i dati. È lo stesso ordine in cui lavoriamo nella consulenza sull'intelligenza artificiale: un piano scritto con priorità, tempi, costi stimati e regole d'uso, che resta tuo anche se lo realizzi con qualcun altro.

Come scegliere il primo processo: un esempio

Si sceglie con cinque domande, non con l'intuito. Prendiamo un'azienda inventata, una ditta di ricambi con 25 dipendenti, e tre candidati.

  1. Il lavoro si ripete ogni giorno? Conta il volume, non la fatica percepita.
  2. È fatto soprattutto di testo? Email, PDF, moduli: lì l'AI rende di più.
  3. Le regole si possono scrivere? Se un collega nuovo le imparerebbe in una settimana, sì.
  4. I dati ci sono già? Archivio clienti, listino, storico delle risposte.
  5. Un errore si recupera? Una bozza sbagliata si corregge; un ordine spedito no.
Candidato (esempio inventato)Si ripeteTestoRegoleDatiErrore recuperabile
Smistare le richieste di preventivo via emailSìSìSìSìSì
Decidere gli sconti per i clienti importantiNoNoNoIn parteNo
Registrare le bolle dei fornitoriSìSìSìSìSì, con controllo

In questo esempio si parte dalle richieste di preventivo: cinque sì su cinque. Le bolle sono il secondo passo. Gli sconti restano alle persone.

Per capire se ne vale la pena basta un conto di esempio, da rifare con i propri numeri: 40 email al giorno per 3 minuti l'una sono 2 ore di lavoro al giorno. Se l'AI prepara la bozza e la persona la rilegge in un minuto, il conto cambia in modo che si può misurare.

ChatGPT basta, o serve un software su misura?

Per provare, ChatGPT basta. Per cambiare un processo, di solito no: un chatbot generico non vede il tuo gestionale, non conosce il tuo listino e ogni risposta va copiata e incollata a mano.

La differenza la fa l'integrazione. L'AI deve lavorare sui tuoi dati e dentro gli strumenti che l'azienda usa già, non in una chat a parte. Quando lo sviluppiamo noi, la prima versione è online in 2‑4 settimane, e codice e dati restano tuoi.

Cosa verificare, in quest'ordine

  1. Elenca i lavori ripetitivi di una settimana normale, con quante volte si ripetono.
  2. Applica le cinque domande e scegli un solo processo.
  3. Controlla i dati: dove sono, chi li aggiorna, se sono completi.
  4. Scrivi le regole d'uso: quali dati entrano, chi rilegge, cosa non fa l'AI.
  5. Misura il punto di partenza: quanto tempo richiede oggi quel processo.
  6. Prova su un volume piccolo e confronta con la misura di partenza.
  7. Solo dopo passa al processo successivo.

Se vuoi ragionare sul tuo caso, partiamo da una call sulla consulenza e lo sviluppo con l'intelligenza artificiale.

Fonti

  1. Istat, Imprese e ICT, anno 2025 (comunicato stampa del 15 dicembre 2025) (si apre in una nuova scheda)
  2. Istat, Imprese e ICT, anno 2025 (report completo, PDF) (si apre in una nuova scheda)

Alessandro Di Lonardo

Fondatore di Axialoop

Ha fondato Axialoop nel 2025. Progetta e sviluppa i prodotti della software house, da Evalis Academy a FinBeacon.

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