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Consulenza sull'intelligenza artificiale: cosa chiedere prima

Cosa deve consegnare una consulenza sull'intelligenza artificiale, le domande da fare prima di firmare e i segnali che distinguono un piano utile dalle slide.

Alessandro Di Lonardo6 min di lettura

Prima di una consulenza sull'intelligenza artificiale chiedi cosa ti verrà consegnato, su quali processi e con quali dati. Una buona consulenza finisce con un piano scritto, processo per processo, con priorità, tempi, costi stimati e regole d'uso, che resta tuo e che si può realizzare anche con un altro fornitore.

Cosa deve consegnare una consulenza sull'intelligenza artificiale

Un documento che si può eseguire, non una presentazione. Il test è semplice: se domani lo consegni a un altro sviluppatore, deve capire da dove partire senza telefonare al consulente.

Cosa riceviCosa deve contenereCome capisci che è fatto bene
Mappa dei processiI lavori analizzati, con tempi, volumi e punti criticiRiconosci la tua azienda, non un settore generico
Valutazione per processoCosa può fare l'AI, cosa no, beneficio, costo, rischio, dati necessariC'è almeno un processo per cui la risposta è «qui l'AI non serve»
Stato dei datiDove sono i dati, chi li aggiorna, cosa mancaQualcuno li ha guardati davvero, non solo chiesti a voce
PianoPriorità, tempi, costi stimati, primo passoIl primo passo è piccolo e misurabile
Regole d'usoQuali dati entrano, chi controlla il risultato, privacy e AI ActSono scritte per le persone che useranno lo strumento

La riga che manca più spesso è l'ultima. Senza regole d'uso scritte, ogni collega decide da solo cosa incollare in una chat e chi rilegge le risposte.

Le domande da fare prima di firmare

Servono a capire, già dalla prima call, che tipo di lavoro riceverai. Le risposte che contano sono quelle concrete; quelle vaghe sono già un'informazione.

DomandaRisposta che convinceRisposta che deve preoccupare
Cosa mi consegnate alla fine?Un documento con processi, valutazioni, piano e regole d'uso«Una strategia», senza dire com'è fatta
Con chi parlerete in azienda?Con chi fa il lavoro ogni giorno, non solo con la direzioneSolo con il titolare, in una riunione
Guarderete i nostri dati?Sì, su esempi reali di documenti, email, archivi«Ci basta sapere che li avete»
Il piano è nostro?Sì, lo realizzate con chi voleteIl piano funziona solo con la loro piattaforma
Mi direte anche dove l'AI non serve?Sì, ed è una parte del lavoroOgni processo diventa un progetto di AI
Sapete anche costruire quello che proponete?Sì, e lo abbiamo già fatto; ecco dove si può vedereSolo «partner tecnologici» da indicare dopo

L'ultima domanda non significa che devi far sviluppare tutto allo stesso fornitore. Significa che chi scrive il piano deve sapere quanto costa e quanto tempo richiede costruire ciò che propone. Altrimenti le stime restano sulla carta.

Consulenza che finisce in software o in slide: come distinguerle

Si distinguono dal livello di dettaglio sul primo passo. Una consulenza utile arriva a dire quale processo, con quali dati, chi controlla e come si misura; una che finisce in slide si ferma a temi come «efficienza», «customer experience», «trasformazione».

Tre segnali pratici:

  • Il piano nomina documenti e persone. «Le richieste di preventivo che arrivano all'indirizzo commerciale, rilette da chi oggi risponde» è un primo passo. «Automatizzare il front office» no.
  • C'è un punto di partenza misurato. Prima di cambiare un processo serve sapere quanto tempo richiede oggi, altrimenti non si potrà dire se è migliorato.
  • C'è un prima e un dopo per chi lavora. Si capisce cosa farà l'AI e cosa resterà alla persona. Nel nostro articolo sull'intelligenza artificiale nelle PMI trovi le cinque domande che usiamo per scegliere il primo processo.

Segnali d'allarme in una proposta

Alcune frasi in una proposta valgono da sole come avviso. Non significano che il fornitore sia in malafede, ma che la proposta non è ancora pronta per essere firmata.

  1. Una percentuale di risparmio prima dell'analisi. Nessuno può sapere quanto tempo farai risparmiare su un processo che non ha ancora visto.
  2. La piattaforma scelta prima dei processi. Se lo strumento è già deciso, l'analisi serve a giustificarlo, non a scegliere.
  3. Nessun accesso ai dati. Una valutazione fatta senza guardare documenti e archivi veri scopre i problemi solo durante lo sviluppo.
  4. Un piano che non si può portare via. Se il documento ha senso solo dentro un prodotto del consulente, non è un piano: è un preventivo.
  5. Nessuna regola d'uso. Se la proposta non parla di chi controlla i risultati e di quali dati possono entrare, quel lavoro resterà da fare dopo.
  6. Tempi di risultato promessi. I tempi di consegna si possono dichiarare; i risultati sul tuo processo si misurano solo dopo averlo provato.

Un esempio: due proposte a confronto

Prendiamo un'azienda inventata, uno studio tecnico con 15 persone che riceve ogni giorno richieste di sopralluogo via email e PDF. Riceve due proposte, anch'esse inventate.

Proposta AProposta B
Cosa promette«Trasformare lo studio con l'AI»Un piano su tre processi scelti con i titolari
AnalisiDue riunioni con i sociInterviste a chi gestisce le richieste, esempi di email e PDF reali
StrumentoGià indicato nella propostaScelto dopo, in base ai dati
RisultatoPresentazione con le opportunità del settoreDocumento con priorità, tempi, costi stimati e regole d'uso
DopoIl passo successivo è l'abbonamento alla piattaformaLo studio decide se proseguire, con chi e quando

La proposta B non è migliore perché è più lunga, ma perché alla fine lo studio sa cosa fare lunedì mattina, anche se decidesse di non andare avanti.

Consulenza e sviluppo: insieme o separati?

Separati, almeno sulla carta. La consulenza deve avere un valore anche se ti fermi lì; lo sviluppo deve poter partire da un piano scritto da altri. È così che le abbiamo organizzate nella nostra consulenza e sviluppo con l'intelligenza artificiale: il piano è tuo e lo realizzi con noi, con il tuo team o con chi vuoi.

Tenerle separate non vuol dire affidarle a due fornitori diversi. Vuol dire poter scegliere dopo aver visto il piano, non prima. Se poi prosegui con noi, la prima versione è online in 2‑4 settimane, e codice e dati restano tuoi.

Un esempio di dove porta questo lavoro è ISO Nexus, un nostro prodotto: legge il fascicolo di audit e propone le non conformità, ognuna con il file e la pagina da cui viene. L'auditor conferma, elimina o modifica ogni rilievo. È lo stesso principio che un buon piano deve mettere per iscritto: l'AI propone, una persona decide.

Cosa verificare, in quest'ordine

  1. Scrivi cosa vuoi ottenere in una frase, prima della prima call: un processo, un problema, una decisione da prendere.
  2. Chiedi l'indice del documento finale e confrontalo con la tabella dei deliverable qui sopra.
  3. Fai le sei domande e annota le risposte, soprattutto quelle vaghe.
  4. Controlla chi incontrerà il consulente in azienda e se vedrà documenti e dati veri.
  5. Verifica che il piano sia tuo e che si possa realizzare anche con altri.
  6. Rileggi la proposta cercando i segnali d'allarme, a partire dalle percentuali di risparmio.
  7. Solo dopo confronta i costi: a parità di prezzo, vale di più la proposta che ti lascia un piano eseguibile.

Se vuoi capire se una consulenza ti serve davvero, partiamo da una call: te lo diciamo con franchezza.

Alessandro Di Lonardo

Fondatore di Axialoop

Ha fondato Axialoop nel 2025. Progetta e sviluppa i prodotti della software house, da Evalis Academy a FinBeacon.

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